Esce nel 2011, per i tipi de La Lepre Edizioni di Roma, Un altro albero di gulmohar (la mia traduzione di Another Gulmohar Tree di Aamer Hussein).
In questo breve romanzo, l'autore ci racconta una delicata storia d’amore accompagnandoci in un viaggio dalla grigia Londra del dopoguerra al Pakistan, lo stesso compiuto da Lydia per raggiungere l’amato Usman. Lungo le pagine del libro percorriamo anche un cammino ideale alla scoperta del mondo interiore dei protagonisti, mentre la dimensione narrativa si intreccia alla magica rievocazione di atmosfere fiabesche.
Sullo sfondo il Gulmohar, l’albero di fuoco, trapiantato dal Madagascar nel subcontinente indiano, simbolo del fecondo abbraccio tra due culture e destinato a generare splendidi frutti, proprio come questo piccolo ma intenso capolavoro.
Nel 2009 esce per i tipi de La Lepre Edizioni, I giorni dell'Ibisco di Aamer Hussein, una raccolta di racconti tutti da me tradotti dalla lingua inglese.Le nove "perle" contenute in questo libro arrivano direttamente al cuore del lettore. Aamer Hussein riesce a fondere con innocenza e immediatezza, filosofia e maturità, intelligenza e sensibilità, la dimensione intima e personale dei protagonisti con la realtà politica, il destino dei personaggi con le complesse vicende del mondo in cui essi vivono.
La scrittura, al tempo stesso delicata e potente, è ricca di immagini strane e originali, insolitamente moderne, eppure profondamente radicate nella tradizione e circondate da un alone di magia.
L’universo cosmopolita di Hussein trascende categorie come “coloniale”, “postcoloniale” o “terzo mondo”. Di origini pakistane e formazione inglese, Hussein introduce la struttura, lo stile e le metafore della moderna letteratura Urdu in storie squisitamente inglesi, ambientate in numerose differenti realtà, dal Pakistan all’Inghilterra, dalla Spagna a Java.
Nel 2007 pubblico con la casa editrice Vallardi di Milano quello che ancora oggi è l'unico dizionario italiano dedicato all'urdu, lingua ufficiale del Pakistan, nonché una delle 18 lingue riconosciute dalla Costituzione Indiana.
Nel 2012 esce la seconda edizione corretta e riveduta, pubblicata anche in formato tascabile.
Molti arricciano il naso e aggrottano la fronte quando sentono la parola urdu, perplessi e disorientati. Certo in Italia di urdu non si è parlato mai molto e questa lingua dal nome inquietante non evoca alcunché di familiare. Quelli che credono di aver capito di cosa si tratti, di solito, esclamano con soddisfazione "Ah sì, kurdo!". E insistono, anche dopo essere stati corretti, quasi non vogliano accettare una parola di quattro lettere con due vocali u. Forse il telugu susciterebbe maggiore simpatia.
Peccato che l'urdu sia compreso da circa 150 milioni di Pakistani, e che, nella sua variante colloquiale, sia indistinguibile dall'hindi, e quindi parlato da almeno altri 300 milioni di persone. La conclusione è ovvia: se parliamo in urdu, possiamo comunicare occhio e croce con mezzo miliardo di esseri umani. Un bel risultato, con un minimo sforzo!

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Nel 2011, nel numero 24 di Civiltà della Scrittura (periodico trimestrale di cultura stenografica, calligrafica, grafica e linguistica, pubblicato dalla Fondazione Franceso e Zaira Giulietti), esce un articolo dedicato alla scrittura veloce alla tastiera. L'articolo è disponibile per il download al link seguente.
Nel 2009, nel numero 14 della stessa rivista, esce invece un articolo dedicato alla presa di appunti stenografici nell'esercizio della professione di interprete consecutivista. L'articolo è disponibile per il download al link seguente.
Infine, nel numero 13 (sempre del 2009), viene pubblicato l'articolo "La mano dello stenografo potrebbe salvare questa povera giustizia inceppata". L'articolo è disponibile per il download al link seguente:
http://www.fondazionegiulietti.it/downloads/c13pietra.pdf
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Nel numero 19 (2004) della prestigiosa rivista accademica The Annual of Urdu Studies, pubblicata dall'Università di Madison - Wisconsin, viene inserito l'articolo Urdu Literature and Women, dedicato al contributo femminile allo sviluppo della letteratura urdu. L'articolo è disponibile per il download al link seguente.
http://www.urdustudies.com/pdf/19/10PietrangeloUrduLit.pdf
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Nella rivista italiana di orientalistica Oriente Moderno, pubblicata dall'Istituto per l'Oriente Carlo Alfonso Nallino, vengono pubblicati due miei articoli:
Nel 2004, nel volume speciale intitolato Islam in South Asia (a cura di Daniela Bredi), l'articolo L'Urdu come simbolo di identità per i musulmani dell'India, dedicato a questioni di sociolinguistica nel contesto del subcontinente indiano.
Nel volume secondo dell'anno 2006, invece, viene pubblicato un articolo intitolato Segni di una scrittura femminile nella letteratura urdu, dedicato alle specificità dello stile e dei contenuti delle opere delle donne che dell'urdu hanno fatto il proprio veicolo di espressione letteraria.

