venerdì 30 agosto 2013

Vivere della propria penna (testo italiano) - Sa'adat Hasan Manto

Alcuni giorni fa, mandai uno dei miei articoli a una rivista mensile indiana. Insieme all'articolo, mandai una lettera, nella quale avevo scritto che se fossero stati in grado di pagarmi per l'articolo, avrebbero potuto stamparlo nella loro rivista, altrimenti avrebbero dovuto rimandarlo indietro.
Come mi aspettavo, l'articolo tornò indietro. Nella lettera di accompagnamento del direttore della rivista era scritto che, a causa della guerra, erano stati costretti a ridurre le spese e i titolari del periodico avevano anche interrotto il pagamento degli articoli.
Quando lessi la lettera mi venne voglia di rispondere in questo modo: "Mi dispiace che a causa della guerra la vostra situazione finanziaria sia diventata così precaria da dover sospendere il pagamento degli articoli. Penso che dovreste chiudere la rivista. Che bisogno c'è di andare in perdita senza scopo? Quando, alla fine della guerra, le condizioni economiche torneranno ad essere favorevoli, potrete riprendere la vostra pubblicazione."
Ci sono moltissime riviste che non pagano i loro autori. Queste non sono vere riviste: si dovrebbero piuttosto chiamare piattini per l'elemosina. i loro proprietari vogliono che gli scrittori riempiano la pancia delle loro riviste per nulla. Questi periodici riempiono la pancia dei loro proprietari. i calligrafi ricevono la loro paga, i tipografi pretendono il loro salario, ma se c'è qualcuno che non prende nulla, quello è l'autore dei contributi scritti. Non siamo forse esseri umani anche noi? Non abbiamo bisogno di pane? Non abbiamo bisogno di vestiti? Non abbiamo bisogno di una casa in cui vivere?
Il paese e la sua letteratura hanno bisogno di scrittori. E gli scrittori hanno bisogno di giornali e periodici che li ricompensino del loro lavoro. Giornali e periodici che non pagano per i nostri scritti dovrebbero chiudere. Quelli sono piattini per l'elemosina, che non servono al paese.
Noi dobbiamo guadagnarci da vivere con la nostra penna. Non dovrebbero esserci difficoltà che ostacolino il nostro cammino. Il paese dovrebbe metterci in condizione di poterci guadagnare da vivere con la penna. Gli scrittori non dovrebbero essere costretti a fare un altro lavoro.
Per creare queste condizioni, però, ci sarà da combattere, da ingaggiare una battaglia formidabile. Bisognerà scioperare. Finché questi giornali non ci compenseranno i nostri scritti, non dovremo scrivere nulla per loro. Dobbiamo cambiare la situazione e non dovremo arrestarci finché non ci saremo riusciti.
 
[il testo è tratto da un saggio dal celebre  scrittore indiano Manto, fu scritto durante la seconda Guerra Mondiale. La traduzione è riprodotta da R.Russell, Grammatica Urdu, Roma: 1991, pagg. 280 e segg. e da me leggermente adattata]

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